Ringrazio la sedia la scala la poltronache mi accoglieva in improvvisa debolezzaquando improvvisa entrava nella stanzadel tuo corpo assoluto la certezza.
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“Palermo” di Mario Clames
Su un dorato giaciglio riposa,vegliata da una sorella d’alga.Occhi incavati s’apronoa compagni, amici,amanti.Il morbo la corrode,l’amore la cura,succhiando la beltà.Rovo di rose per chioma.Da molti sedotta, abbandonata.Da tutti amata, corteggiata,il lume del riso, sfuggente come fumo.Soffre.Ma s’offre, innamorata,speranzosa.Il male indietreggia, chiazze di pelle d’un respiro,luce negli occhi.Non ha vinto.La bellezza chiama.
“Sull’altana” di Agostino Richelmy
Uscita sull’altanaVolgi il viso all’altezza portentosaDella notte celeste.E l’obliquo sfaceloDella tua sigarettaDi tra le dita di tua mano sfilaCon azzurrino fumo cenericcioLuccioletta schiacciataMentre si sfoca si ricongiunge al cielo.
“Poesia essenziale” di José Mateos
Guarda il cardellino.Non è nulla: paura e piume.E tuttavia, nascosto tra i rami,può far sì che canti un albero.
“Violini d’autunno” di Paul Verlaine
I singhiozzi lunghidei violini d’autunnomi feriscono il cuorecon languore monotono. Ansimante e smorto,quando l’ora rintocca,io mi ricordodei giorni antichie piango; e me ne vadonel vento ostileche mi trascinadi qua e di làcome la foglia morta.
“La guerra che verrà” di Bertolt Brecht
La guerra che verrà non è la prima.Prima ci sono state altre guerre.Alla fine dell’ultima c’erano vincitori e vinti.Fra i vinti la povera gente faceva la fame.Fra i vincitori faceva la fame la povera gente egualmente.
“Nel mio andarmene” di Masaoka Shiki
Nel mio andarmene,nel tuo restaredue autunni.
“Cuore strano” di Remo Mannoni
Il mio cuore è un’ antica pergamenadimenticata, logora, ingiallita,rosa da assiduo tarlo e raggrinzitacome la pelle d’una vecchia jena. Ha miniature d’angeli e di donnedi demoni e di mostri, strani emblemi,misteriose cabale, poemie templi dalle fulgide colonne. E d’altre vaghe immagini è istoriata,però lo scritto vi si legge appena.Marcirà prima d’esser decifrataquesta lacera, vecchia pergamena.
“Tu sei come una terra” di Cesare Pavese
Tu sei come una terrache nessuno ha mai detto.Tu non attendi nullase non la parolache sgorgherà dal fondocome un frutto tra i rami.C’è un vento che ti giunge.Cose secche e rimortet’ingombrano e vanno nel vento.Membra e parole antiche.Tu tremi nell’estate.
“Da un eterno esilio” di Andrea Zanzotto
Da un eterno esilioeternamente ritornoe coi giorni mi volgo e mi confondo,vado, da me sempre più lontano,divelto per erbe prati e tempid’ottobree silenzi confidati agli orecchida stelle e monti.
