11 Dicembre 2021

Potere e responsabilità. La cinematografia di Spiderman

di Antonio Messina

Spider-Man nasce dalla fantasia di Stan Lee e Steve Ditko, e fa la sua prima comparsa nel 1962 sul n.15 di Amazing Fantasy. Le origini del personaggio le conosciamo più o meno tutti: Peter Parker, un ragazzino cresciuto con i suoi zii, May e Ben Parker, è un liceale appassionato di scienza e costantemente preso di mira dai bulli. Durante una dimostrazione scientifica in una gita scolastica, viene morso da un ragno radioattivo e geneticamente modificato che gli conferisce agilità e forza fuori dal comune. Una volta compreso ciò che è in grado di fare, Peter decide inizialmente, con un sentimento di rivalsa nei confronti del mondo e della vita, di guadagnarci sopra. Da qui egli sarà costretto a dover affrontare la dura realtà: con la morte dello zio Ben, causata da un ladro che Peter stesso avrebbe potuto fermare se non avesse agito con egoismo, imparerà che «da un grande potere, derivano grandi responsabilità».

Il primo adattamento cinematografico sul personaggio è anche il primo di una fortunata trilogia diretta da Sam Raimi, tra il 2002 e il 2007, dove Spider-Man, interpretato da Tobey Maguire, si ritrova ad affrontare i nemici più iconici introdotti nei fumetti: Goblin (Willem Dafoe), il Dottor Octopus (Alfred Molina), Venom (Topher Grace), l’Uomo Sabbia (Thomas Haden Church) e New Goblin (James Franco). 

I primi due film della trilogia furono un vero e proprio tripudio: le origini del personaggio erano state rispettate, i nemici erano interpretati da attori di altissimo livello che sembravano essere usciti dalle pagine dei fumetti per prendere vita sulla pellicola, la trama imbastita dal regista reggeva benissimo, al punto tale da decretare Spider-Man 2 (2005) uno dei film su un supereroe tra i migliori per lo sviluppo dei personaggi e la solidità della sceneggiatura. Purtroppo, il passo falso avvenne con il terzo capitolo: forse la presenza di troppi nemici su schermo, forse una trama meno articolata, non si sa con precisione cosa accadde realmente. L’unica cosa di cui eravamo certi era che dopo quel film non ci sarebbe stato un quarto capitolo diretto da Raimi e che forse era arrivato il momento di svecchiare il personaggio sul grande schermo.

Dopo una pausa di cinque anni e con un nuovo attore, un giovane Andrew Garfield che fece storcere il naso ai più, nel 2012 il personaggio subisce un reboot, ovvero: con The Amazing Spider-Man vediamo rinarrate le origini di Spider-Man.

I due film (il secondo uscito nel 2014) tentano di aggiungere quel quid in più che mancava alla prima trilogia: prima di tutto, un livello di maturità più elevato messo in risalto da morti costanti di cui Peter deve rendere conto; in secondo luogo, una relazione meno contorta di quella vista tra Peter Parker e Mary Jane (Kirsten Dunst), ma non per questo peggiore, anzi: la semplicità con cui il rapporto tra Peter e Gwen Stacy (Emma Stone) – primo vero amore di Peter, se non si conta Betty Brant – prende piede rende più naturale ciò che accadrà in seguito, fino alla dipartita di quest’ultima con una scena che, anche in questo caso, sembra essere presa quasi di peso dal fumetto e trasportata sul grande schermo con una cura e una sensazione di sgomento ineccepibili.

Ma non basta e anche questa saga viene colpita dalla “maledizione del terzo film”: dopo The Amazing Spider-Man 2, ancora una volta non viene più realizzato un seguito.

Mentre la Sony tenta di arrampicarsi sugli specchi, la Disney è in pieno fermento, alle prese con il suo più grande progetto: il Marvel Cinematic Universe, che si allarga con la riacquisizione dei diritti cinematografici dei vari supereroi. Riacquisizione che tocca anche Spider-Man, anche se in senso lato: ciò che avviene non è una vera e propria vendita, ma quanto più un accordo tra le due parti.

Il frutto di questo accordo, paradossalmente, non ci introduce il nuovo Spider-Man (Tom Holland) con un film assolo, ma all’interno di Captain America: Civil War, per poi proseguire con un film a sé, Spider-Man: Homecoming, che riprende le avventure dell’arrampicamuri due mesi dopo lo scontro tra Steve Rogers e Tony Stark. 

Lo Spider-Man di Tom Holland è un ragazzino a tutti gli effetti, ma non solo lui, anche tutti gli altri personaggi sono dei ragazzini e questo fece infuriare i più. Ma non dobbiamo dimenticarci una cosa importante: quando Spider-Man acquisisce i suoi poteri era un liceale di quindici anni. Quello che la Disney ci propone, quindi, non è un reboot, questa volta: non vediamo di nuovo le origini di Spider-Man. 

Quando combatte “insieme” agli Avengers, Peter ha i poteri da sei mesi e non ha mai avuto un contatto diretto con loro. Sa solo che non vuole più che ci siano vittime a causa sua e questo tanto basta perché continui a essere quello che è: uno dei super-eroi più umani mai scritti fino ad ora. Il secondo film assolo di questo nuovo Spider-Man, Far From Home, decreta una tappa importante per Peter Parker: dopo essere stato sotto l’ala protettiva di un Tony Stark ormai defunto e dopo aver affrontato l’esercito di Thanos in Infinity War ed Endgame, egli è ancora il ragazzino che tenta di fare il tutto per tutto pur di salvare il mondo, dimostrando comunque di sapersela cavare in una situazione di difficoltà estrema e nelle grinfie di un nemico perfido come Mysterio (un magistrale Jake Gyllenhaal). Un po’ ingenuo? Forse sì, visto che alla fine si fa fregare da Mysterio con l’ennesimo trucco, lasciando che egli riveli al mondo intero che Peter Parker è Spider-Man.

Dunque, cosa ci aspetta adesso? Un film che dovrebbe concludere questa trilogia In uscita il 15 dicembre, Spider-Man: No Way Home si prospetta essere il passo definitivo per il raggiungimento di una maturità da sempre ricercata e gradualmente acquisita nei film precedenti. Certo, se parlassimo di un film con una trama che prevede il solito nemico di turno, non staremmo troppo a perdere tempo a disquisire di “potere e responsabilità”. No Way Home si prospetta uno dei film più importanti usciti fino a ora su Spider-Man in quanto sarà proprio qui che avverrà ufficialmente l’apertura del Multiverso, che permetterà di raggiungere la realtà dello Spider-Man di Tom Holland non solo a quasi tutti i nemici affrontati dal personaggio fino a ora, ma anche alle incarnazioni degli Spider-Man dei film precedenti. 

Ma non è una novità, questa. La Sony ci aveva già fatto questo scherzetto con il film animato, nel 2018, Spider-Man: Un Nuovo Universo, in cui vedevamo il giovane Miles Morales (una versione alternativa, dunque, di Spider-Man) acquisire i poteri e diventare un supereroe. Un ragazzino di origini afroamericane che debutta tra le pagine dei fumetti nel 2011, in un universo alternativo più maturo e serioso, come erede ufficiale di Peter Parker. E il cartone ci introduce un numero esponenziale di versioni tutte alternative del personaggio: dalla versione Noir, a quella robotica, dalla classica fino alla più esilarante di Spider-Ham, il Ragno Porcello, per poi mostrarci, alla fine, quella del 2099. Un prodotto perfetto in tutto e per tutto: dall’aspetto tecnico che mescola diversi stili a seconda del personaggio alla trama, dalla scrittura dei personaggi ad una conclusione al cardiopalma. La Sony ha fatto finalmente centro!

Quando parliamo di “potere e responsabilità” ci riferiamo principalmente alla capacità e all’onestà intellettuale delle case di produzione. Avere per le mani un personaggio come Spider-Man significa riconoscere la responsabilità che questo potere comporta: la possibilità di produrre delle storie forti, significative, pregne di gioia, ma anche cariche di dramma. Ciò che non andò bene nel terzo film della trilogia di Raimi fu un mancato approfondimento dei nemici affrontati dal protagonista. Ognuno di essi meritava una scrittura degna di tale termine e non poteva essere sufficiente un solo film per introdurli e sconfiggerli tutti, nell’arco di due ore. La sensazione è che si sia voluto strafare, che si sia voluto tentare di sperimentare oltre un limite non visibile ma che, dopo i primi due film, doveva essere comunque chiaro. 

Un’altrettanto cattiva caratterizzazione dei nemici – soprattutto nel secondo film – fu fatta anche nella saga con Andrew Garfield che, però, dalla sua aveva una coerenza narrativa e dei richiami più evidenti alle storie dei fumetti. Coerenza che, però, viene meno nel momento in cui Peter decide di non indagare più sulla morte dei propri genitori, distruggendo completamente uno dei punti narrativi più importanti della storia. Un’occasione sprecata, se si pensa che da quel film iniziava la formazione ufficiale dei Sinistri Sei, nonostante un Rhino (Paul Giammatti) completamente inutile e fuori contesto.

Potere e responsabilità, dunque: la capacità, anche, di ammettere quando è arrivato il momento di fermarsi. Non staremo qui a parlare dei danni che la Sony rischia di fare volendo introdurre di prepotenza villains legati a filo doppio con Spider-Man all’interno del MCU, senza che questi abbiano mai incontrato Spider-Man; ma allo stesso tempo non possiamo chiudere gli occhi di fronte alla scena dopo i titoli di coda di Venom: La Furia di Carnage e far finta che questa cosa non avrà ripercussioni significative per il futuro di Spider-Man. Nonostante Venom non verrà introdotto nel MCU con No Way Home, la nostra speranza è che “la maledizione del terzo film” non colpisca anche questo capitolo finale. E che, finalmente, si riesca a uscire da questo loop grazie al ragazzino che in molti contestano, ma che fino a ora sembra essere stato l’unico in grado di affrontare non solo i nemici, ma soprattutto sé stesso e i suoi limiti, facendo crescere di pari passo con l’attore anche il personaggio che interpreta.

© Riproduzione riservata.

Antonio Messina

È nato a Catania il 2 gennaio del 1993. Ha frequentato il Liceo Scientifico “Leonardo” di Giarre. Dopo il diploma segue due anni di Lingue e Culture Europee e Orientali a Catania, ma lascia per dedicarsi completamente alla stesura del suo primo romanzo, Le Ere dell’Eden – Genesi, una rilettura in chiave sci-fi delle origini di Dio, pubblicato, poi, nel 2015 per la casa editrice Carthago.

Leggi di più


Potrebbe interessarti: