Molte volte ho turbatola chiara tua pace divinae molti degli oscuri,profondi mali della vitahai appreso da me. Dimentica, perdona; come la nubedavanti alla placida luna io passo,tu ritorni a splenderein calma bellezza, tu dolce luce.
Categoria: Scatti poetici
“Candele” di Konstantinos Kavafis
Stanno i giorni futuri innanzi a noicome una fila di candele accesedorate, calde, e vivide.Restano indietro i giorni del passato,penosa riga di candele spente:le più vicine dànno fumo ancora,fredde, disfatte, e storte.Non le voglio vedere: m’accora il loro aspetto,la memoria m’accora del loro antico lume.E guardo avanti le candele accese.Non mi voglio voltare, ch’io non […]
“19 gennaio 1944” di Salvatore Quasimodo
Ti leggo dolci versi d’un antico,e le parole nate fra le vigne,le tende, in riva ai fiumi delle terredell’est, come ora ricadono lugubrie desolate in questa profondissimanotte di guerra, in cui nessuno correil cielo degli angeli di morte,e s’ode il vento con rombo di crollose scuote le lamiere che qui in altodividono le logge, e […]
“Biglietto lasciato prima di non andar via” di Giorgio Caproni
Se non dovessi tornare,sappiate che non sono maipartito.Il mio viaggiareÈ stato tutto un restarequa, dove non fui mai.
“I tuoi acini d’oro” di Alda Merini
I tuoi acini d’oro,i limoni perdutinel grembo di altre donneche ti hanno solo sognato.Capita anche a me, Maestro,di aver fatto l’amorecon quelliche non ho mai conosciuto.
“Nella buia pineta” di James Joyce
Nella buia pinetavorrei con te giacere,nella frescura dell’ombra densaa mezzogiorno.Là com’è dolce distendersi,soave baciarsi,nella vasta pinetasotto le navate.Più dolce scenderebbeil tuo bacionel soffice tumultodei capelli.Oh, vieni con me,oraa mezzogiorno,verso la buia pineta,vieni,dolce amore.
“Ha una sua solitudine lo spazio” di Emily Dickinson
Ha una sua solitudine lo spazio,solitudine il maree solitudine la morte – eppuretutte queste son follain confronto a quel punto più profondo,segretezza polare,che è un’anima al cospetto di se stessa:infinità finita.
“La foglia” di Umberto Saba
Io sono come quella foglia, guarda,sul nudo ramo, che un prodigio ancoratiene attaccata. Negami dunque. Non ne sia rattristatala bella età che a un’ansia ti colora,e per me a slanci infantili s’attarda. Dimmi tu addio, se a me dirlo non riesce.Morire è nulla; perderti è difficile.
“Lamento funebre” di Percy Bysshe Shelley
Aspro vento che gemi un doloretroppo triste per essere cantato;vento selvaggio dalle cupe nuvoleche tutta la notte risuonano a morto;triste bufera di lacrime inutili,nude foreste dai rami protesi,grotte profonde e mare pauroso, –per tutto il male del mondo, piangete!
“Il più bello dei mari” di Nazim Hikmet
Il più bello dei mariè quello che non navigammo.Il più bello dei nostri figlinon è ancora cresciuto.I più belli dei nostri giorninon li abbiamo ancora vissuti.E quelloche vorrei dirti di più bellonon te l’ho ancora detto.
