24 Giugno 2022

“Quartetto” di Eugenio Montale

In una istantanea ingiallita
Di quarant’anni fa
Ripescata dal fondo di un cassetto
Il tuo volto severo nella sua dolcezza
E il tuo servo d’accanto; e dietro Sbarbaro
Briologo e poeta – ed Elena Vivante
Signora di noi tutti: qui giunti per vedere
Quattro ronzini frustati a sangue
In una piazza – conchiglia
Davanti ad una folla inferocita.
E il tempo? Quarant’anni ho detto e forse zero.

Non credo al tempo, al big bang, a nulla
Che misuri gli eventi in un prima e in un dopo.
Suppongo che a qualcuno, a qualcosa convenga
L’attributo di essente. In quel giorno eri tu.
Ma per quanto, ma come? Ed ecco che rispunta
La nozione esecrabile del tempo.


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