10 Novembre 2022

Diari di Battaglia. Intervista all’autore di “Nonostante tutte”

di Sofia Sercia

Intervista a cura di Sofia Sercia

Equi-libri Precari ospita il suo secondo scrittore, Filippo Maria Battaglia, autore di Nonostante tutte.

Nato a Palermo nel 1984, Filippo Maria Battaglia vive attualmente a Milano, dove si occupa di editoria e media digitali. Giornalista e redattore presso Sky TG 24, cura anche una rubrica settimanale in cui parla di libri, Incipit. Ha pubblicato diversi saggi, fra cui il più recente è Ho molti amici gay. La crociata omofoba della politica italiana.

Sta zitta e va’ in cucina. Breve storia del maschilismo in politica da Togliatti a Grillo è stato recensito anche all’estero e arrivato alla sua sesta ristampa.

Nonostante tutte è il suo primo romanzo, pubblicato nel 2022 come primo volume della collana Unici di Einaudi.


titolo: Nonostante tutte
autore: Filippo Maria Battaglia
editore: Einaudi
anno: 2022
prezzo: € 16,50


Sofia Sercia: Nonostante tutte. Nel libro viene narrata la storia di Nina, una donna del XX secolo la cui immagine emerge dai racconti frammentari delle vite di 119 donne realmente vissute. Da dove è nata questa idea e come si è sviluppata fino a giungere alla forma di romanzo? E perché hai scelto questo titolo?

Filippo Maria Battaglia: Il libro è nato circa cinque anni fa al Mercato Rionale di Milano. Stavo osservando un vecchio libro. Non un libro antico, ma proprio un libro vecchio, di modernariato, su una bancarella. Sfogliandolo mi sono reso conto che dentro, infilata tra le pagine, c’era una lettera. Era scritta a mano, con una grafia elegante e ordinata, sembrava quasi la trama di un uncinetto. Fu una scoperta apparentemente ordinaria, ma mi colpì molto. Pensai che di lettere come quelle, sepolte nei nostri armadi, disperse nelle nostre eredità familiari e nelle soffitte dei nostri genitori, dei nostri nonni, ce ne dovessero essere a centinaia, migliaia, forse addirittura decine di migliaia… così, mi è venuta immediatamente voglia di mettermi alla ricerca di quelle parole lì, cioè delle parole disperse, dimenticate, scritte da donne e da uomini del Novecento. 

Avevo intenzione di recuperare parole disperse, parole private. 

Se si guarda alla storia del secolo scorso, si noterà che quelle parole nascoste, spesso sono parole di donne, perché quella femminile del secolo scorso, purtroppo, è stata una condizione di reclusione. La storia privata che cercavo io è, quindi, più facilmente rintracciabile in un vissuto femminile piuttosto che in uno maschile. 

L’idea di raccontare le vicissitudini di una donna attraverso le rappresentazioni di altre donne è nata da questa esigenza. Allo stesso tempo, l’idea era anche quella di far riemergere dall’oblio le 119 storie di persone comuni che altrimenti sarebbero state smarrite per sempre.

Quanto al titolo, invece, Nonostante tutte nasce dal fatto che, man mano che proseguivo nella mia ricerca, mi sono reso conto che ogni storia raccontata era il resoconto di violenze, di discriminazioni, di indifferenza, ma al tempo stesso contenevano anche grande ironia. Questi aspetti, apparentemente contrastanti, rappresentano una costante nelle storie di queste donne, nonostante le diversità, nonostante le peculiarità di ognuna di esse. 

In origine il titolo doveva essere Nonostante tutto, che vuol dire esattamente questo: che queste donne, nonostante tutto, raccontano di un successo, perché pur avendo alla spalle enormi sofferenze, hanno deciso comunque di raccontare le proprie vite, di raccontarsi

L’idea originaria era questa. Poi, grazie all’editor Dalia Oggero, quel Nonostante tutto, vista la cifra femminile del romanzo, si è trasformato in Nonostante tutte.


Ascolta il podcast

L’intervista arricchita con ulteriori domande all’autore.


S.S: Il romanzo, come detto, è composto da frammenti di diari, lettere, cartoline e scritti vari. Per realizzarlo sarà stato necessario un grande lavoro di ricerca e di collazione. Ci parli della ricostruzione filologica alla base del tuo libro? 

F.M.B: Come ho detto prima, il lavoro di ricerca è iniziato cinque anni fa. 

Non volevo scrivere un saggio, volevo raccontare la storia di una donna attraverso delle parole specifiche, le sue parole. In Nonostante tutte mi sono fatto guidare da un principio: la letteratura è fatta innanzitutto di voci e, in tal senso, le parole ne costruiscono il suono. Ciò non vuol dire che la letteratura sia un magnetofono, ma la sua materia prima rimane, in fin dei conti, proprio la voce. Ed è questo l’elemento portante di Nonostante tutte.

Non ho mai avuto la pretesa sociologica di rappresentare la condizione femminile del Novecento. Volevo piuttosto farmi guidare dall’immediatezza e dalla vocalità di queste scritture. Quindi, per due anni non ho fatto altro che leggere: ho letto circa 1300 memorie, testimonianze e diari di donne e alla fine avevo raccolto circa 5000 frammenti. Da questi 5000 frammenti ho deciso che dovevo tirare fuori una storia.

Per farlo, ho provato a seguire un’indicazione precisa di Natalia Ginzburg, che oltre a essere la grande autrice di Lessico famigliare fu anche giurata del premio Pieve di Santo Stefano, cioè la giurata dell’Archivio Fieristico Nazionale, dove gran parte di questi diari sono conservati. La Ginzburg diceva agli altri giurati: «Quando scegliete il libro, non seguite la scrittura, ma cercate la vivezza del racconto». 

Questo è secondo me un aspetto fondamentale. Perché, se lo stile è certamente importante nella scrittura, tuttavia non ha valore di semplice ornamento: il suo fine è quello di rendere viva la sensibilità di una voce che restituisce ciò che ha attorno con immediatezza e credibilità

Qualsiasi storia per essere raccontata deve essere credibile. Qualunque cosa può essere argomento di una narrazione, ma non si può mai trascendere da questo aspetto fondamentale. 

Come dicevo, quindi, mi sono fatto guidare principalmente da questa frase della Ginzburg, da un’indicazione che non è sociologica, ma esclusivamente letteraria, a livello di sensibilità e di credibilità.


titolo: Nonostante tutte
autore: Filippo Maria Battaglia
editore: Einaudi
anno: 2022
prezzo: € 16,50


S.S: 119 donne. Perché questo numero? C’è un motivo specifico? La figura di Nina è emersa dal confronto dei frammenti, cioè dalla similarità delle storie con cui ti sei confrontato, oppure hai direzionato la ricerca per costruire la sua immagine?

F.M.B: La cifra è assolutamente casuale, non ha nessuna rilevanza particolare. Mi sono totalmente estraniato da qualsiasi coordinata numerica, geografica o di altro tipo e ho cercato di raccontare una storia che avesse pertinenza, aderenza e con gli stessi criteri che si utilizzano per la scrittura di un romanzo e per la scrittura tout court

In questo senso,la cosa più difficile non è mai scrivere o raccogliere materiale: è togliere, scarnificare; è cercare di rendere un racconto il più rilevante ed essenziale possibile, evitando di affezionarsi a ciò che si è scritto – o a ciò che si è trovato, come in questo caso. 

In ogni caso, la parte più emozionante della stesura di questo romanzo è stata sicuramente quella della lettura; la parte più stimolante, e anche più faticosa, è stata poi quella della selezione di queste tessere, che mi ha portato a trasformare quei 5000 frammenti in poco più di 500 pagine che ricostruissero in maniera soddisfacente le storie di queste 119 donne.

S.S: Come appendice al romanzo è presente una sezione intitolata Le voci (e le fonti) di questa storia, in cui sono elencate tutte le donne i cui scritti hanno costituito la storia di Nina. Tuttavia, i vari frammenti non sono direttamente riconducibili alle diverse autrici. Si tratta di una scelta voluta? Se sì, ce ne puoi parlare? 

F.M.B: È una scelta che nasce da un’esigenza principale: la riservatezza. Dovevo tutelare i destini e le vite di queste donne, che non necessariamente avrebbero voluto che i singoli estratti fossero direttamente riconducibili a loro. 

È una scelta fatta anche per facilitare la lettura, perché se fossero stati inseriti i nomi in calce a ogni frammento probabilmente il lettore avrebbe avuto molta più difficoltà nel seguire una storia che è già frammentaria di suo. 

Infine, è una scelta che, secondo l’editore, si è rivelata virtuosa, perché l’idea del libro è pur sempre quella di raccontare la storia di una donna attraverso un corteo di donne, dove ciascuna passa idealmente la staffetta all’altra attraversando il Novecento. Ora, questo può accadere esclusivamente senza personalismi. Del resto, queste donne – questo è un aspetto centrale – si avvalgono di una scrittura assai diversa e distante da quella contemporanea. Si tratta di una modalità espressiva lontana dal desiderio di compiacere. Oggi, tutti noi, anche in maniera legittima, scriviamo per essere letti da quante più persone possibili. Anche sui social cerchiamo di raccontare la nostra quotidianità cercando di coinvolgere il maggior numero di utenti. La gran parte di queste donne, che ho avuto il piacere, vero e tangibile, di incontrare letterariamente in questa ricerca, hanno scritto invece per l’esigenza di mettere in salvo sé stesse e la propria voce, in uno scontro quasi fisico con le parole. 

Questo ha dato grande credibilità e immediatezza al romanzo. 

Illustrazione di Tommaso Pennisi

Quando ho iniziato la mia ricerca mi sono approcciato innanzitutto alle storie delle donne del primo Novecento. Alla fine del lavoro di ricezione ho chiesto alla direttrice dell’Archivio Diaristico Nazionale, Natalia Canci, di farmi avere anche le ultime testimonianze, quelle giunte negli ultimi anni. Ho avuto modo di riscontrare che spesso le testimonianze delle donne anagraficamente più vicine a noi perdeva quella immediatezza e quella credibilità che invece nelle testimonianze precedenti spiccavano tanto. Si avvertiva, cioè, il fatto che una parte consistente di quelle memorie più recenti fosse stata scritta con l’idea o con l’ambizione, più o meno esplicita, di essere pubblicata. È un desiderio legittimo e incontestabile, che però dal mio punto di vista rendeva molto meno vive e immediate le testimonianze rispetto a quelle delle generazioni precedenti. 

La grandezza di questi racconti sta nel fatto che le narratrici scrivevano per loro stesse, o al massimo per un familiare, e hanno quindi una spietatezza, una crudezza anche, una sincerità e, infine, una credibilità molto lontane dalle memorie contemporanee. 

Ne è venuto fuori che Nina non si ritrae mai di profilo, non si compiace: scrive per un’esigenza propria. Questa cosa qui, le testimonianze femminili più recenti non ce l’hanno. Ed è l’elemento che segna una vera e propria cesura culturale.


titolo: Nonostante tutte
autore: Filippo Maria Battaglia
editore: Einaudi
anno: 2022
prezzo: € 16,50


S.S: Sappiamo che qualcuno ha avuto difficoltà a definire Nonostante tutte un vero e proprio romanzo. Come hai risposto, o come risponderesti, a perplessità di questo tipo?

F.M.B.: Due considerazioni. Intanto un libro, una volta che viene pubblicato, viene affidato al lettore, alla sensibilità di chi lo legge e di chi lo interpreta. Una volta pubblicato ha una sua vita autonoma, separata da quella del proprio autore. Ogni critica, ogni considerazione, anche la più dura, è assolutamente legittima ed è, anzi, un segnale di attenzione verso il testo. 

La seconda è che questo romanzo racconta una storia che non è vera, o meglio, che è vera e al tempo stesso non lo è. È infatti la storia verosimile di una donna che non è mai esistita. Quindi, inevitabilmente, ci muoviamo nel campo della finzione, poiché nessuna di queste persone ha vissuto quello che si racconta in questo libro, però tutte hanno contribuito alla creazione di un personaggio immaginario, che in qualche modo ricuce tutte insieme le sensibilità delle 119 voci. Quindi, Nonostante tutte si classifica tecnicamente come un romanzo.

S.S.: Nonostante tutte ha aperto la nuova collana di Einaudi “Unici”. Difatti, il tuo romanzo è un unicum nel panorama letterario italiano contemporaneo. Ci parleresti della tua esperienza con questa storica casa editrice? Com’è stato lavorare a un testo così particolare anche dal punto di vista della resa editoriale?

F.M.B.: Sono particolarmente grato a Einaudi per il percorso che ha fatto e che sta facendo Nonostante tutte. Avevo già pubblicato dei libri, ma si trattava di saggi. Questa esperienza di narrativa, di fiction, era per me la prima in assoluto. Sono felice, grato e onorato di aver lavorato per questa storica casa editrice, e di averlo fatto soprattutto con la responsabile della collana Unici, Dalia Oggero, un’editor che ha una grandissima curiosità, una grande umanità e una grande attenzione, oltre che una competenza straordinaria dal punto di vista editoriale. 

Che tutto ciò abbia coinciso con l’apertura della collana è certamente una cosa che mi ha reso molto felice. Ma vorrei sottolineare soprattutto l’interazione umana e professionale di cui ho avuto esperienza in Einaudi. Questi due elementi, l’umanità e la professionalità, in questo settore devono essere, secondo me, inscindibili e fondamentali.


Ascolta il podcast

L’intervista arricchita con ulteriori domande all’autore.


S.S.: La menzione di merito per la cura editoriale al Premio POP e la finale ai Premi Fondazione Megamark, Stresa, Massarosa, Viadana e al Severino Cesari. Ci parli di queste esperienze?

F.M.B.: Ovviamente ricevere dei premi fa sempre piacere. Ciò che è fondamentale in un premio è la possibilità che un autore e il suo libro hanno di raggiungere un pubblico che sia il più vasto possibile. Per un romanzo come Nonostante tutte è particolarmente importante, perché per via della sua struttura incontra certamente un’iniziale difficoltà di inserimento all’interno del panorama letterario. Difficoltà che può essere superata o da un lettore attento o da un lettore che viene coinvolto

I premi letterari, nei quali c’è chiaramente una giuria, che è prima di tutto una giuria di lettori, servono innanzitutto a coinvolgere un pubblico di lettori quanto più ampio possibile, non solo con la lettura diretta, ma anche col compimento del progetto. L’aspetto più rilevante del premio, a mio avviso, è questo, poiché per un autore la cosa fondamentale è riuscire ad accendere delle micce nella testa del lettore.

S.S: Filippo Maria Battaglia è un giornalista affermato e conosciuto di Sky. Il tuo lavoro di giornalista ha influito nella genesi di questo romanzo? Se sì, in che modo?

F.M.B.: La scrittura narrativa e quella giornalistica sono due cose distinte e molto diverse, equivocarle è sempre molto dannoso, secondo me. L’unica cosa che hanno in comune è che si fondano su una capacità di selezione e di sottrazione, fondamentale per entrambe. 

Descrivere un evento o scrivere una storia con mille parole è molto più facile che scriverla con cento. Quindi, l’unica cosa che hanno in comune questi due linguaggi, queste due scritture, è che in entrambi i casi si deve lavorare molto di sottrazione

Giorgio Manganelli, parlando di letteratura, diceva che il testo non è mai contemporaneo, e che quindi un autore non può essere mai contemporaneo. Un giornalista invece lo deve essere. C’è allora un abisso che si spalanca tra questi due registri. 

È vero che io, grazie a Dio, in questo libro ho scritto solo due pagine, però questo vale anche per la selezione dei frammenti: l’idea di selezionare, di togliere, di scarnificare è fondamentale per qualsiasi racconto di una storia e per qualsiasi scrittura, che sia narrativa o giornalistica.

S.S: Hai in mente nuovi progetti editoriali per il prossimo futuro? 

F.M.B.: No, non ne ho, al momento non ho in serbo nulla. Anche perché, se devo raccontare un’altra storia, voglio cercarne una che valga la pena di essere raccontata

Non l’ho ancora trovata per il momento e non ho neanche fretta di trovarla. 

Quando arriverà, se arriverà, la racconterò.

© Riproduzione riservata.


titolo: Nonostante tutte
autore: Filippo Maria Battaglia
editore: Einaudi
anno: 2022
prezzo: € 16,50


Sofia Sercia

Nata a Milano il 14 giugno 1998. Dopo aver frequentato il liceo linguistico Alessandro Manzoni, si laurea in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università Statale di Milano. Nel 2022 ha conseguito un master in editoria presso la Villaggio Maori Edizioni. Attualmente collabora con San Paolo Edizioni alla redazione di testi per la rivista PagineAperte.

Leggi di più


Leggi anche: